Le Parole del Segretario

La nostra città si avvicina all’appuntamento elettorale.

Ci sono tutti i presupposti perché queste elezioni sanciscano la chiusura di una delle peggiori stagioni  politiche che Cattolica abbia mai vissuto, che ha visto una forte spaccatura nell’ambito del centrosinistra e una contrapposizione esasperata tra minoranza e maggioranza di governo.

Si prospetta quindi l’opportunità di un “rinascimento” della politica cittadina, tornando a basare il confronto su temi programmatici e sulle idee, abbandonando lo scontro a priori e le posizioni fortemente “ideologiche” che hanno tratto origine da presupposti ormai non più attuali.

Come ho avuto modo di affermare in altre occasioni, credo che la nostra città abbia tutto da guadagnare se, passata questa tornata elettorale, il nuovo assetto che ne scaturirà sarà basato sul rispetto delle posizioni. Con una maggioranza aperta al dialogo ed una minoranza con un atteggiamento costruttivo e collaborativo.

Del resto il fiorire di liste che si dichiarano nate esclusivamente per il bene di Cattolica, libere da ideologie, fanno ben sperare in questo senso. Vedremo poi se sapranno mettere in pratica questo principio, da qualunque parte i loro rappresentanti si seggano.

Sette mesi di governo della città nelle mani di un commissario prefettizio, libero di spaziare nei “meandri” di Palazzo Mancini, hanno ormai sancito che di scheletri negli armadi lasciati dalle precedenti amministrazioni ce ne fossero ben pochi, se non quelli ormai ampiamente conosciuti e discussi in più sedi.

D’altra parte il “rimescolamento” avvenuto con il passaggio nel PDL e nelle liste di appoggio al candidato del centrodestra di alcuni tra i più importanti protagonisti delle scelte amministrative più discusse, e discutibili, dell’era Micucci rende ormai incapace l’elettore di attribuire in maniera netta, ai vari schieramenti,   eventuali responsabilità su episodi passati che tanto hanno pesato nello scontro politico di queste ultime legislature.  Solo per citarne alcune: ospedale e Fondazione Regina Maris, Bus Terminal, SWAP.

A questo si aggiunge la novità di un centrosinistra che ha finalmente trovato la sua unità intorno ad un progetto comune e ad un candidato pienamente legittimato dal passaggio delle primarie e dalla forte affluenza alle urne.

Questa credo sia la vera novità di queste Amministrative.

Finalmente si è ricomposta una spaccatura che durava dal 2004 e che si era generata in seguito all’ingerenza di fattori esterni alla realtà politica cattolichina, rivolti più a bilanciare equilibri regionali e riminesi piuttosto che a comprendere le vere esigenze del nostro territorio.

La volontà di porsi in discussione dimostrata dal Partito Democratico,  e la disponibilità da parte di tutti i partiti della coalizione a condividere le prospettive future, hanno contribuito a rompere quel muro di diffidenza che negli anni si era formato e che aveva impedito quel processo di conoscenza reciproca che è alla base di ogni rapporto sociale e politico.

Venendo a meno i presupposti su cui aveva avuto origine la contrapposizione di questi ultimi anni era “naturale” che sensibilità affini trovassero  un progetto comune nel quale identificarsi. Che non comporta necessariamente l’appiattimento delle proprie posizioni ma, semplicemente, impostare l’azione comune secondo le regole di un confronto basato sulle idee e sulle proposte, liberi da schemi precostituiti e da pregiudizi.

Anche su questi temi, a mio parere, dovremmo mantenere la discussione che ci accompagnerà fino al momento del voto. Il resto sono schermaglie. Fumo negli occhi dei cittadini.

considerazioni elettorali

Il segretario PD

Giuseppe Prioli

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