Sanità , Forum dipendenza, tossicodipendenza, salute mentale. Dopo una chiacchierata con le Dott.sse Zaghini Simona e Buccelli Fedra, che si sono dichiarate disponibili a partecipare al forum, espongo alcune riflessioni. La percentuale di persone che hanno una patologia di pertinenza psichiatrica o comunque una forma di sofferenza mentale clinicamente significativa, è alta. Numerosi dati dimostrano che nell’arco di un breve periodo, nel mondo circa il 20% della popolazione adulta presenterà uno o più disturbi mentali. Secondo i dati forniti dal Ministro della Sanità Italiana la prevalenza delle malattie psichiatriche nell’adulto e nel bambino raggiunge circa il 10% della popolazione (percentuale che aumenta se si considerano le condizioni di comorbilità associate a patologie mediche). Le percezioni OMS per l’anno 2020 indicano che la depressione potrebbe divenire la seconda causa di disabilità fra tutte le condizioni morbose. Le varie agenzie specializzate: Centri Salute Mentale, Servizi per la Tossicodipendenza, Psicopatologia dell’adolescenza, Neuropsichiatria infantile curano solo una parte decisamente minoritaria della popolazione che avrebbe bisogno di aiuto. Questo problema riguarda solo l’istituzione AUSL o riguarda anche il Comune ed i suoi amministratori? Credo che si viva meglio in una collettività capace di prendersi cura di sé stessa e di promuovere la cultura della solidarietà tra i suoi componenti. Ricordo che l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha indicato come principale obiettivo dei governi il raggiungimento da parte di tutti i cittadini di un livello di salute accettabile, intesa come “stato di completo benessere finisco, mentale e sociale, e non soltanto come assenza di malattie ed infermità” (WHO, Dichiarazione di Alma-Ata. 1978). Che fare?\\ (scusate l’involontaria citazione di Lenin) Sappiamo che i Comuni sono limitati nella loro possibilità di intervento dalle scarse risorse economiche disponibili. Una possibilità operativa è offerta dalla creazione di Gruppi di Auto Aiuto, che hanno il grande vantaggio di essere economici oltre che utili. I Gruppi di Auto Aiuto sono dei gruppi di persone che condividono la stessa situazione di vita o le stesse difficoltà. Si costituiscono volontariamente per cercare di soddisfare un bisogno, superare un problema, ottenere un cambiamento in maniera reciproca. Non si utilizzano operatori professionali, se non per un ruolo definito e mai centrale, poiché la caratteristica dell’autonomia è fondamentale in un gruppo di supporto. “L’intento comune di tutti i gruppi di auto aiuto è quello di trasformare coloro che domandano aiuto in persone in grado di fornirlo” (Martini, Sequi, 1988), aumentando la padronanza e il controllo sui problemi, in una parola, l’auto-aiuto dei partecipanti. Ecco quattro buoni motivi per costituire un gruppo di auto aiuto: * Per un supporto emotivo * Per un sostegno informativo * Per un aiuto materiale * Per un’azione politico-sociale a difesa dei propri diritti. Ci sono diversi tipi di gruppi di auto aiuto: quelli formati da persone che condividono una handicap o una malattia cronica, quelli costituiti da persone che hanno una malattia psichiatrica (ad esempio gli Alcolisti Anonimi), quelli organizzati da familiari di persone con gravi problemi, gruppi di persone che attraversano un periodo di crisi (un lutto, una separazione), persone che devono affrontare una situazione o un cambiamento che influisce sulle loro identità (es. menopausa, pensionamento). In sintesi, ciò che si svolge all’interno dei gruppi di auto e mutuo aiuto è un processo di empowerment, ovvero un processo di incremento delle abilità individuali nel controllare attivamente la propria vita. Oltre a contenere i bisogni di riappropriazione delle proprie capacità di cura e salute, le strutture di auto aiuto diventano il luogo di promozione di nuovi valori sociali come la partecipazione, la solidarietà, la democrazia. Gli U.S.A. a tutt’oggi sono lo stato dove i gruppi di auto aiuto sono i più numerosi e diversificati (già alla fine degli anni 70 esistevano 500.000 gruppi che coinvolgevano circa 23 milioni di persone). Il fenomeno interessa anche l’Europa dove si assiste ad una rapida crescita delle organizzazioni di mutuo aiuto (in Germania si calcola che è presente un gruppo ogni 1.800 abitanti). Per quanto riguarda l’Italia a partire dagli anni 80 si è assistito ad un forte incremento. Nel 2002 sono stati censiti 1603 gruppi. Propongo che promuovere la creazione di gruppi di auto aiuto sia un obiettivo da affidare al prossimo Assessore ai Servizi Sociali. E’ possibile fare riferimento alla Associazione Nazionale AMA – Auto Mutuo Aiuto, al Progetto Auto Mutuo Aiuto di Bologna, a livello locale alla A.S. Valeria Del Bianco, C.S.M. di Rimini. Per creare dei gruppi di auto aiuto sono utili dei facilitatori (che non devono essere necessariamente psicologi, psichiatri, psicoanalisti). I facilitatori possono essere volontari, o dipendenti comunali volenterosi (ad es. assistenti sociali). Non sono terapeuti di gruppo, perché il terapeuta è il gruppo, possono acquisire rapidamente le necessarie competenze. Per chi volesse approfittare, cercare su Google la relazione: “Aspetti psicosociali dell’efficacia dei gruppi di Auto Aiuto” (ricerca della Università di Bologna). Nell’incontro con la Dott.ssa Zaghini e Buccelli abbiamo anche esaminato la possibilità di aprire un consultorio psicologico a Cattolica, sull’esempio di San Giovanni in Marignano. Abbiamo inoltre valutato l’opportunità di utilizzare la figura dell’”operatore di strada” che può intervenire nei luoghi della città dove è presente il rischio devianza e tossicodipendenza. Adolescenza a Cattolica: Infine una riflessione sull’adolescenza a Cattolica (scusate il salto, ma il tema del Forum è immenso). Una ricerca recente condotta presso le Scuole Medie Filippini ha evidenziato che i ragazzini dedicano un numero eccessivo di ore alla televisione, al computer, ai video giochi … I soli “contenitori” presenti a Cattolica delle turbolenze adolescenziali (periodo della vita definito “sturm und stress”) sono le attività sportive e la musica. Promuovere quindi sport e musica a Cattolica significa anche dare punti di riferimento, luoghi di aggregazione, motivazioni e contrastare la pericolosa tendenza a dipendere passivamente da fonti esterne di stimolazioni. Grazie per l’attenzione. Dott. Claudio Roncarati